La Tenuta Hans Rottensteiner racconta a Siena le interpretazioni dello storico vitigno Schiava

Bolzano, 14 marzo 2022. Si è svolta a Siena una degustazione all’insegna della riscoperta del vitigno altoatesino Schiava, storica varietà autoctona che rappresenta un cardine per la famiglia Rottensteiner.

La Schiava identifica il presente e il futuro della cantina Rottensteiner.” Racconta Hannes Rottensteiner. “Il vitigno che negli anni ha permesso all’azienda di crescere dal punto di vista produttivo e, allo stesso tempo, una varietà che, grazie alle sue sfumature, permette di essere interpretata in diverse sfaccettature e coniugazioni. Un’eredità, quella della coltivazione e lavorazione di questo vitigno, che vuol essere continua sperimentazione e riscoperta della varietà”.

È fondamentale sottolineare che la Schiava s’identifica come parte integrante della storia del vino altoatesino, in quanto rappresenta il vitigno che ha permesso di far conoscere la zona vitivinicola altoatesina al di fuori dei suoi confini. La sua storia travagliata ha visto modificare l’approccio con la Schiava nel corso degli anni e molte cantine dell’Alto Adige hanno preferito porre l’accento su vitigni più appetibili sul mercato, dal tono più internazionale e meno antiquato. Attualmente in Alto Adige la produzione complessiva delle uve predilige al 64% le varietà a bacca bianca e negli ultimi cinque anni la coltivazione della Schiava è diminuita del circa 30%, risultando il 10% sul totale degli ettari vitati.

Tuttavia, questa scelta dipende dalle convinzioni dei singoli produttori e a Bolzano la certezza del valore della Schiava ha portato alla coltivazione della varietà anche nell’area di Santa Maddalena, la zona di produzione classica che si sviluppa tra i pendii a nord della città di Bolzano, la più importante della regione. L’azienda Rottensteiner ha mantenuto il 30% di varietà Schiava sul totale dei propri ettari di vigneto dislocati nei dintorni di Bolzano, credendo fortemente nelle potenzialità di questo vitigno.

La Schiava è una varietà versatile, che ha saputo adattarsi alle mode e alle tendenze del vino. “La Schiava è un “piacere da bere” e questo dev’essere il primo credo quando la si lavora in cantina.” Spiega Hannes Rottensteiner. “Rotondità e persistenza arrivano dalla vigna, se lavorata con cura. È il vitigno che ci racconta la sua essenza nel bicchiere ed è superfluo forzare il lavoro in cantina, che risulterebbe dannoso per le uve, portando troppo tannino e meno eleganza al vino. Un attento lavoro, dunque, viene fatto in vigneto, in particolare nella zona di Santa Maddalena, con minor resa e buona areazione: fattore molto importante per una varietà così suscettibile alle malattie come questa varietà”.

La Schiava regala vini immediati e conviviali, sorprendendo anche per la longevità e per l’eleganza del frutto. Capace di esprimersi con modernità, si contraddistingue per la grande versatilità e l’intrigante beva. Caratteristiche che hanno portato la famiglia Rottensteiner a coltivare la varietà in diverse zone nei dintorni di Bolzano, così da comprenderne le declinazioni e i risultati su particolari terreni e terroir.

Ecco i cinque vini “Schiava” della Tenuta Rottensteiner.

Lago di Caldaro Scelto, vitigno Schiava al 100%, è uno dei vini altoatesini più conosciuti: un vino rosso leggero, piacevole e d’inconfondibile eleganza e frutto, per il quale vengono utilizzate solo uve selezionate della zona di Caldaro, provenienti dal maso Nussbaumer a Missiano.

Particolare attenzione alle diverse zone e terroir hanno portato alla nascita di importanti produzioni aziendali come Vigna Kristplonerhof: ottenuto dal vitigno Schiava in purezza, coltivato in un unico vigneto nel maso Kristploner a Guncina, sopra Bolzano. Si presenta come un vino di grande bevibilità con il quale la famiglia Rottensteiner vuole rendere omaggio alla Schiava come vino che da sempre accompagna i momenti conviviali della quotidianità. È un vino fruttato, che esprime nel bicchiere note di ciliegia, viola e mandorla amara.

La Schiava rappresenta la quasi totalità delle uve che danno vita al Santa Maddalena Classico, coltivate sulla collina Santa Maddalena, la migliore zona vitivinicola dell’Alto Adige. La piccola percentuale di Lagrein (4-5%) è coltivata in vigneto insieme alla Schiava, unendosi in armonia nel bouquet fin dall’inizio. Un vino leggero, pieno e fruttato, con note di ciliegia e viola accompagnate da un leggero retrogusto di mandorla amara.

Vigna Premstallerhof e in particolare, l’ultimo progetto, Vigna Premstallerhof Select completano il panorama d’interpretazione dell’azienda Rottensteiner sull’antico vitigno: due Santa Maddalena Classico, ottenuti dalle uve coltivate presso il maso Premstaller, gestito da Gertrud Vogel secondo i principi della biodinamica, metodo di coltivazione che consente al vino di sviluppare spiccata persistenza e mineralità. Vigna Premstallerhof, ottenuto da Schiava (93%) e Lagrein (7%), coltivati nello stesso vigneto, esprime un aroma fine di viola e ciliegia, morbidi tannini e lunga persistenza. Vigna Premstallerhof Select è il risultato della selezione di filari coltivati nella migliore zona del maso. Le uve Schiava (83%) e Lagrein (17%) vengono vendemmiate a mano con grande accuratezza e vinificate insieme (come da disciplinare Santa Maddalena). Un vino che seduce per la sua tipicità, concentrazione e complessità, dove la Schiava esprime tutta la sua eleganza. Una selezione che dimostra come i vini a base Schiava siano degni del palcoscenico internazionale.

“La Schiava è sulla strada giusta, viene elogiata dalla stampa e si aggiudica premi internazionali”. Conclude Hannes Rottensteiner. “Questo permette di raggiungere la notorietà che merita. La Schiava è la nostra varietà, il nostro vino, ed è per questo che dobbiamo esserne così orgogliosi”.